Il canto della caduta

Liberamente ispirato al mito di Fanes

Il regno di Fanes

Il mito di Fanes è una tradizione popolare dei Ladini, una piccola minoranza etnica (35.000 persone) che vive nelle valli
centrali delle Dolomiti.
E' un ciclo epico che racconta la fine del regno pacifico delle donne e l'inizio di una nuova epoca del dominio e della
spada. E' il canto nero della caduta nell'orrore della guerra.
Il mito racconta che i pochi superstiti sono ancora nascosti nelle viscere della montagna, in attesa che ritorni il “tempo
promesso”. Il tempo d'oro della pace in cui il popolo di Fanes potrà finalmente tornare alla vita.

I bambini

Secondo il mito, i sopravvissuti a cui è affidata la rinascita dell'intero popolo perduto, sono bambini.
La loro infanzia rimane sospesa, incastrata nel tempo. Devono nascondersi, altrimenti potrebbero essere uccisi: la
guerra non risparmia nessuno. Nemmeno i più piccoli.
Ho cercato di immaginarli e li ho visti nascosti sotto teste di topo, come i bambini disegnati da Herakut, duo tedesco di
streetartists che ha lavorato in diversi campi profughi e zone devastate dalle guerre.

I corvi

La scena iniziale è la scena della fine: un campo di battaglia.
Quello che resta degli eserciti, diventa il banchetto dei corvi, ormai svogliati per la troppa abbondanza. I corvi si
parlano, prendono le parti del coro, descrivono la battaglia, il frantumarsi di ondate di uomini che seminano corpi a
pezzi. Indugiano sulla meraviglia che accompagna la carneficina, il lato ostinato del darsi morte fino al culmine dello
sterminio.
La guerra non si vede mai sulla scena. Eppure c'è, restituita al pubblico dal punto di vista degli unici personaggi che ne
traggono sempre vantaggio.

Animatronica

Il canto della caduta prevede la presenza in scena di personaggi meccanici progettati e realizzati dalla scenografa Paola
Villani, che si inseriscono nella tradizione del teatro di figura ma ne scardinano l'immaginario in quanto la loro
movimentazione si basa su tecnologie applicate in animatronica e sull'utilizzo di componentistica industriale per
realizzarle.
Il dispositivo costruito per Il canto della caduta, produce la movimentazione di un sistema complesso di leve a cavo
attraverso dei joystick meccanici manovrati dalle mani di un'unica attrice.

Mutterrecht

Secondo Kläre French-Wieser, tre passaggi importanti dell'essere umano si sono fusi nell'epos ladino di Fanes:
• Il passaggio dal diritto materno al patriarcato
• Il passaggio da un sistema pacifico a uno belligerante
• Il passaggio dalla cultura del totem (quella dei popoli cacciatori ancora in simbiosi con la natura e che riconoscono
nell'animale totem il proprio antenato) alla cultura della miniera e dell'estrazione dalle montagne.
Il mito di Fanes racconta, infatti, di un'età dell'oro in cui esseri umani e natura avevano un rapporto di alleanza che
permetteva loro di vivere in pace e prosperità. In questa età dell'oro la guida del popolo era compito femminile. Poi
arrivò un re straniero e le cose cambiarono per sempre.

Il pensiero mitico

Il codice di accesso a questo enorme tesoro di saperi stratificati segue però un percorso che procede non per parole,
bensì per immagini. Perché il primo linguaggio del pensiero non “parla” attraverso segni di lingua, ma “vede” il valore
iconico dei simboli.
Il pensiero mitico non è mai accidentale, emerge all'interno di un preciso sistema organizzato di attività e funzioni
divine. La mitologia riflette dunque una struttura concettuale.
Non esiste popolo che non abbia un suo patrimonio peculiare di racconti mitici che narrano le origini dell'universo,
degli dei, dell'ordine sociale e offrono immagini a paure e domande ancestrali: chi siamo, da dove veniamo, qual è il
nostro destino?

Guardare indietro per andare avanti

Nel saggio di antropologia Il calice e la spada, Riane Eisler indaga le strutture sociali che l'umanità si è data nel corso
dei secoli e davanti a una continua epopea di guerre e ingiustizie, apre la riflessione a domande più che mai necessarie:
la guerra è parte incancellabile del destino dell'umanità? Cosa ci spinge perennemente alla guerra invece che alla pace?
Perché ci cacciamo e perseguitiamo l'uno con l'altro? Il dominio dell'uomo sulla donna è inevitabile? E' realisticamente
possibile il passaggio da un sistema di guerre incessanti e di ingiustizia sociale a un sistema mutuale e pacifico?
Secondo Riane Eisler, le risposte per un futuro migliore potrebbero affondare le radici in quel punto nella preistoria
della civiltà europea di cui parla l'archeomitologa lituana Marija Gimbutas, in cui la nostra evoluzione culturale sarebbe
stata letteralmente sconvolta.

Archeomitologia

L'approccio dell'archeomitologia è multidisciplinare e unisce l'archeologia descrittiva alla mitologia comparata, al
folclore, all'etnologia storica e alla linguistica.
Marija Gimbutas, nel saggio Il linguaggio della Dea, ricostruisce un mondo perduto che corrisponde all'Europa
neolitica in cui la presenza del femminile sarebbe stata centrale nella visione del sacro e della struttura sociale.
Un'Europa antica molto diversa da quella patriarcale che ha prevalso successivamente, caratterizzata dal predominio del
sesso maschile su quello femminile e dalla sopraffazione dei popoli più deboli.
A sostegno delle sue tesi, l'archeomitologa lituana porta le tracce e i simboli che ancora si possono trovare nelle
leggende, nei miti, nel folklore, nella spiritualità delle ere successive che conserverebbero la memoria di questa cultura
neolitica.

Fonti di pensiero e parole

Ho conosciuto i testi di Riane Eisler e Marija Gimbutas grazie a Giuliana Musso, quando mi ha coinvolto come attrice
nel suo progetto La città ha fondamenta sopra un misfatto ispirato alla Medea di Christa Wolf.
Questo nuovo progetto prosegue idealmente il discorso femminista iniziato con la Trilogia sulle resistenze femminili e
raccoglie i fili che altre studiose ed artiste hanno tessuto prima di me. Un orizzonte di pensiero e parole che continua
incessantemente a tramandarsi nonostante millenni di patriarcato.
Il canto della caduta cerca nuove immagini per antichi problemi e attraverso l'antico mito di Fanes, porta nuovamente
alla luce il racconto perduto di come eravamo, di quell'alternativa sociale auspicabile per il futuro dell'umanità che
viene presentata sempre come un'utopia irrealizzabile. E che invece, forse, è già esistita.

tour

Data Città Sede dell'evento Nazione
08/01/19 Trieste Il Rossetti Italy

Orario: 19:30.

09/01/19 - 10/01/19 Trieste Il Rossetti Italy

Orario: 21:00.

11/01/19 Trieste Il Rossetti Italy

Orario: 19:30.

12/01/19 Trieste Il Rossetti Italy

Orario: 21:00.

13/01/19 Trieste Il Rossetti Italy

Orario: 17:00.

17/01/19 Sedegliano (UD) Teatro Clabassi Italy

Orario: 20:45.

25/01/19 Artegna (UD) Teatro Lavaroni Italy

Orario: 20:45.

29/01/19 Rubiera (RE) Teatro Herberia Italy

Orario: 21:00.

15/02/19 - 16/02/19 Lisbona São Luiz Teatro Municipal Portugal

Orario: 21:00.

22/02/19 Viseu Teatro Viriato Portugal

Orario: 21:30.

27/02/19 Gries (BZ) Teatro Comunale Italy

Orario: 20:30.

12/03/19 Bologna Arena del Sole Italy

Orario: 21:00.

13/03/19 Bologna Arena del Sole Italy

Orario: 11:00.

19/03/19 - 24/03/19 Torino Teatro Gobetti Italy

Orario: 21:00.

28/03/19 Firenze Rassegna Materia Prima a cura di Murmuris – Teatro Cantiere Florida Italy

Orario: 21:00.

04/04/19 Cervignano (UD) Teatro Pasolini Italy

Orario: 21:00.

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FOTO


Foto di Daniele Borghello

credits

Di e con: Marta Cuscunà
Progettazione e realizzazione animatronica: Paola Villani
Assistente alla regia: Marco
Rogante Progettazione video: Andrea Pizzalis
Lighting design: Claudio “Poldo” Parrino
Partitura vocale: Francesca Della Monica
Sound design: Michele Braga
Esecuzione dal vivo luci, audio e video: Marco Rogante
Costruzioni metalliche: Righi Franco Srl
Assistente alla realizzazione animatronica: Filippo Raschi
Collaborazione al progetto: Giacomo Raffaelli
Distribuzione: Laura Marinelli
Staff Centrale Fies: Ioana Bucurean, Maria Chemello, Laura Rizzo, Stefania Santoni, Virginia Sommadossi
Co-produzione: Centrale Fies, CSS Teatro stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Torino, São Luiz Teatro Municipal | Lisbona
In collaborazione con: Teatro Stabile di Bolzano, A Tarumba Teatro de Marionetas | Lisbona
Residenze artistiche: Centrale Fies, Dialoghi–Residenze delle arti performative a Villa Manin, São Luiz Teatro Municipal, La Corte Ospitale
Con il contributo del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”
Sponsor tecnici: igus® innovazione con i tecnopolimeri; Marta s.r.l. forniture per l’industria
Si ringraziano Daniele Borghello, Cattivo Frank-Franco Brisighelli, Erika Castlunger, Ulrike Kindl, Andrea Macaluso, Alessandra Marocco, Famiglia Medioli-Valle, Giuseppe Michelotti, Giuliana Musso, Bernardetta Nagler

Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies

Si segnala la presenza di forti e ripetuti suoni disturbanti e frequenti lampi di luce durante lo spettacolo.

Bibliografia

Il regno di Fanes; Karl Felix Wolff (Ed. Mursia 2013)
L'anima delle Dolomiti; Karl Felix Wolff (Cappelli Ed. 1967)
Miti ladini delle Dolomiti: Ey de Net e Dolasilla; Nicola Dal Falco e Ulrike Kindle (Palombi Ed. 2012)
Miti ladini delle Dolomiti – Le signore del tempo; Nicola Dal Falco e Ulrike Kindle (Palombi Ed. 2013)
Das Reich der Fanes – Eine Tragöedie des Mutterrechts; Kläre French-Wieser (Der Schlern n.49, 1975, pag. 4-12)
Il linguaggio della Dea; Marija Gimbutas (Venexie Ed. 2008)
Il calice e la spada – La civiltà della Grande Dea dal Neolitico a oggi; Riane Eisler (Forum Ed. 2011)
I regni perduti dei Monti Pallidi; Giuliano e Marco Palmieri (Cierre Ed. 1996)
Medea – Voci; Christa Wolf (e/o Ed. 1996)
La città ha fondamenta sopra un misfatto; Giuliana Musso
Pentesilea, Heinrich von Kleist
La nascita del piacere; Carol Gilligan (Einaudi Ed. 2013)
La virtù della resistenza; Carol Gilligan (Moretti&Vitali Ed. 2014)
I Pigmei: il popolo della foresta; Colin M. Turnbull (Rusconi Ed. 1979)
The War Around Us; Abdallah Omeish
War Made Easy; Loretta Alper & Jeremy Ear
L’Infanzia rubata: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/infanzia-rubata
Gli effetti della guerra sulla salute mentale dei bambini:
https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/ferite-invisibili
Siria: 1 bambino su 4 soffre conseguenze devastanti del conflitto sulla salute mentale:
https://www.savethechildren.it/press/siria-1-bambino-su-4-soffre-conseguenze-devastanti-del-conflitto-sulla-salutementale-tre
Tra autolesionismo e depressione - L’impatto devastante dell’accordo UE-Turchia sui bambini migranti e rifugiati:
https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/tra-autolesionismo-e-depressione-limpattodevastante-dell%E2%80%99accordo-ue

Iconografia

Herakut: The Perfect Merge; Jasmin Siddiqui and Falk Lehmann (Verlags und Handels KG)
Herakut: After the Laughter; Jasmin Siddiqui and Falk Lehmann(Verlags und Handels KG)
Andreco; http://www.andreco.org/

Residenze artistiche

*Centrale Fies (Dro) | Augmented Residency Project

90 GIORNI
I costi di gestione degli spazi, vitto e alloggio saranno interamente coperti da Centrale Fies grazie al progetto
AUGMENTED RESIDENCY, il dipartimento dedicato alle residenze artistiche e creative che si articolano in più
progetti atti a creare nuove opportunità artistiche, attraverso periodi e processi di lavoro dedicati all’ideazione,
creazione, confronto, consolidamento e potenziamento dei singoli progetti.
http://www.augmentedresidency.com/

**Css (Udine) | Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin

20 GIORNI
I costi di gestione degli spazi, vitto e alloggio saranno interamente coperti dal CSS Teatro stabile di innovazione del
FVG grazie al progetto Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin.
http://www.cssudine.it/progetti/42/residenze-villa-manin

*** São Luiz Teatro Municipal (Lisbona) | In collaborazione con A Tarumba Teatro de Marionetas

10 GIORNI
I costi di gestione degli spazi, vitto e alloggio saranno interamente coperti dal São Luiz Teatro Municipal, che dopo aver
ospitato nella sua stagione di prosa La semplicità ingannata e Sorry, boys, ha scelto di sostenere il nuovo lavoro
diventandone co-produttore.

****La Corte Ospitale (Rubiera)

15 GIORNI
I costi di gestione degli spazi, vitto e alloggio saranno interamente coperti da La Corte Ospitale che ospiterà le fasi
estive dell'allestimento negli spazi del Teatro Herberia. Una collaborazione che dura da diversi anni e che, oltre alla
programmazione degli spettacoli della Trilogia sulle Resistenze femminili, si è concretizzata anche nella realizzazione
di Wonder Woman | Donne denaro e superpoteri.

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