Resistenze Femminili

L'idea del progetto sulle Resistenze femminili è nata dopo aver letto l'inchiesta “Il femminismo, che roba è?” della semiologa Giovanna Cosenza e del suo team di studenti.
L'inchiesta ruota intorno a un quesito di cruciale importanza: se è vero, come dimostrano i dati economici pubblicati da Eurostat e World Economic Forum, che in Italia le donne sono subalterne agli uomini (in quanto lavorano meno, guadagnano meno e sono meno rappresentate), perché non si ribellano come fecero le femministe?
Il team di Studenti&Reporter ha pensato di chiederlo ai giovani, ponendo a ragazzi e ragazze dell'ateneo bolognese, una semplice domanda: se ti dico femminismo o femminista, cosa ti viene in mente? E li hanno lasciati parlare.
Il primo dato che emerge è che, per la maggior parte degli intervistati, il femminismo è roba vecchia che ormai non ha più ragione di esistere.
Mi sono domandata come sia possibile, visto che se si sposta il tema delle differenze di genere sul piano economico, i dati dicono che il problema c'è ed è pure piuttosto serio.
Da cosa deriva questa percezione sfalsata della realtà?
Forse da un malinteso.
Forse molti, in primis le ragazze, riducono le rivendicazioni del femminismo alla sfera sessuale.
E se è vero che oggi le donne sono più libere che in passato di gestire in modo autonomo la propria vita sentimentale e intima, di decidere quante e quali persone accogliere nella propria camera da letto, di vestirsi e svestirsi, di essere sessualmente disinibite; questo non significa automaticamente che le donne oggi non siano più vittime della discriminazione di genere.
Anzi.

Anche per questo mi è sembrato di fondamentale importanza smantellare i pregiudizi e gli stereotipi che i giovani di oggi hanno riguardo al femminismo e alle femministe, raccontando esempi positivi di donne che hanno lottato per riscattare la condizione femminile.

Tesi di laurea

"Il Teatro di Marta Cuscunà. Trilogia sulle Resistenze femminili", Tesi di laurea in Organizzazione dello spazio teatrale di Roberta Garofalo.